Il cuore della cicoria sott’olio, una prelibatezza da un’erba che regala un sapore gradevole.
Raccolte esclusivamente a mano sulle montagne di Bagolino a primavera le cicorie selvatiche sono molto conosciute e apprezzate. Ruolo fondamentale della prelibatezza di questo prodotto è l’antica ricetta del luogo che gli conferisce gusto e note acidule.
I nostri anziani pulivano questa erba, mondata e consumata condita dopo la cottura. La utilizzavano come ingrediente per le minestre, le giovani foglie venivano aggiunte rude alle insalate e la radice bollita per i decotti. Nella tradizione popolare è nota per le sue proprietà. La cicoria di montagna selvatica infatti ha numerose proprietà curative derivanti dai principi amari che stimolano i processi della digestione.
Oltre ad essere mangiato crudo viene molto apprezzato anche per la sua versatilità in molti piatti e abbinata a sapori come formaggi stagionati e salumi. Il miglior modo di utilizzare questa conserva è con degli ottimi antipasti tradizionali o servite come contorno. Da assaporare gustata su una croccante bruschetta di pane oppure assieme a formaggi ed affettati.
Guarda il video della valle in cui vengono raccolte le cicorie di Bagolino:
- Senza conservanti aggiunti.
- NON contiene destrosio, aromi artificiali, antiossidante E301 e E300, conservante E252 e E250.
- É un prodotto naturale e artigianale lavorato a mano secondo un’antica ricetta di Bagolino.
- Dopo l’apertura conservare in frigorifero per non più di 5 giorni.
Venduta in vasetto, peso 160 grammi.
Valori nutrizionali cuore di cicoria
| Valori medi | per 100 grammi |
|---|---|
| Energia | 144 Kj 274 Kcal |
| Grassi | 12,9 gr |
| Acidi grassi saturi | 4,1 gr |
| Carboidrati | 1,1 gr |
| Zuccheri | 1,1 gr |
| Proteine | 0 gr |
| Sale | 0,19 gr |
| Fibre | 3,9 gr |
Puntarelle di montagna sott’olio: origine, abbinamenti, ingredienti e differenze con le “alla romana”
Che cosa sono le puntarelle (cuore di cicoria) di montagna e da dove arrivano?
È il cuore della cicoria selvatica raccolta a mano in primavera sulle montagne bresciane, a Bagolino (BS). Selezioniamo piccoli lotti lavorati artigianalmente secondo una ricetta di tradizione locale e li mettiamo sott’olio per preservarne croccantezza e profumo. Il vasetto è da 160 g: una conserva di territorio, pulita e genuina, perfetta per portare in tavola i saporetti di montagna tutto l’anno.
Che olio e che aceto usiamo… e perché proprio questi?
Per le nostre puntarelle sott’olio scegliamo un olio dal profilo delicato che non copre le note erbacee e amaricanti della cicoria; l’aceto dona equilibrio e croccantezza, senza ricorrere ad additivi correttori.
Come si mangiano le puntarelle sott’olio? Consigli di abbinamento e conservazione
A tavola rendono al meglio in antipasti rustici, su bruschetta croccante o accanto a formaggi stagionati bresciani e salumi. Ottime anche per dare carattere a insalate di cereali o come contorno veloce. Per un tagliere “alla montanara”: pane, Bagòss o altri stagionati e un filo d’olio del Garda.
Dopo l’apertura: tienile in frigorifero e consumale entro 5 giorni, richiudendo bene il vasetto. Servile a temperatura ambiente per valorizzare profumo e croccantezza.
In cosa differiscono dalle puntarelle “alla romana”?
Le nostre sono puntarelle di montagna sott’olio: cuori di cicoria selvatica lavorati e conservati in olio, pronti da servire tutto l’anno. Le “alla romana” sono un’insalata fresca di catalogna puntarelle tagliate a julienne e condite con alici, aglio e aceto.
Materia prima: montagna (selvatica) vs catalogna da campo.
Preparazione: conserva sott’olio vs piatto espresso.
Gusto/uso: più croccanti e aromatiche in antipasto e taglieri vs insalata del giorno.




