Le chiusure dei negozi storici

Ovunque le multinazionali vanno ampliando la loro offerta di servizi, dai punti vendita aperti sette giorni su sette per 24 ore al giorno, consegnando la spesa a domicilio, (McDonald’s ha annunciato che vuole espandere il suo servizio di consegne a domicilio in Usa e attivarlo anche in Europa). Una moltiplicazione delle insegne dedicate alla ristorazione, le app dedicate che danno consigli in tempo reale, su prodotti e offerte, attraverso la semplice scansione del codice a barre e via dicendo. Una formula che ottimizza i tempi e stuzzica i clienti con proposte studiate in base ai loro stili di vita.

Le botteghe di paese, il panificio, la drogheria, il salumiere, ecc-ecc si troveranno a cedere il testimone a queste enormi strutture che contengono al loro interno ciò di cui l’uomo necessita per vivere. Una prospettiva decisamente poco felice attende questi piccoli negozi specializzati. Tanti i negozi storici che sono costretti alla chiusura, per colpa anche di una burocrazia ostile e di leggi che non aiutano di certo le piccole attività commerciali. Senza i negozi nelle città e nei paesi diminuisce la socialità, la bellezza, riduce la qualità della vita dei residenti e aumenta la criminalità. Altro punto a sfavore delle piccole aziende familiari, il provvedimento che liberalizza gli orari e i giorni festivi di apertura. Veramente semplifica la vita ai consumatori? O rappresenta una spinta al consumismo e una violazione dei diritti dei lavoratori? Questi supermercati, sempre meno tali, e sempre più luoghi di aggregazione e di relax dove fare la spesa, faranno sparire totalmente i negozi del centro e la piccola bottega di paese?

La tecnologia

Amazon è sempre più comodo, più affidabile nelle consegne e rassicurante nei resi. L’innovazione è inarrestabile e sta accelerando, le vendite online stanno progressivamente aumentando e attraversando tutta l’economia tradizionale. La federazione britannica dei negozianti “British Retail Consortium” ha studiato questo trend e fatto una previsione nel lungo periodo “entro il 2025 un terzo dei lavoratori del settore perderà il lavoro e a essere colpite saranno soprattutto le piccole imprese del commercio”.
La tecnologia può aiutare queste piccole imprese? Cosa si può fare per “non morire di Amazon”? La vita è un continuo cambiamento e bisogna fare i conti con la realtà, non temere la tecnologia e fare battaglie su di essa ma sfruttarla a proprio vantaggio. La tecnologia ci permette di evitare la perdita del valore della storia e delle tradizioni e possiamo affrontare le paure del cambiamento con più serenità.

Il cibo coinvolge tutti quanti, chi lo cucina, chi lo mangia, chi lo coltiva e chi lo distribuisce. È giusto alzarsi ogni mattina non solo per fare soldi, i clienti non sono bancomat da spennare, bisogna alzarsi ogni mattina per mantenere un giusto equilibro con la natura, la tecnologia, la sostenibilità ambientale, gli utili e la responsabilità sociale.

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